storia
Nel 1963 nacque il “Festival Internazionale del Film di Fantascienza”, una manifestazione rivoluzionaria che portò a Trieste illustri personalità dello stardom internazionale come Arthur C. Clarke, Roger Corman, Riccardo Freda, Forrest J. Ackerman, Umberto Eco o Brian Aldiss. Era organizzato da un gruppo di “giovani della poesia visiva” – così li definì Ungaretti in un telegramma augurale, ancora in possesso del Centro Ricerche e Sperimentazioni La Cappella Underground – che avrebbero fatto della città un palcoscenico unico per il cinema di genere, fino al 1982, anno in cui il festival si interruppe.
Nel 2000 La Cappella Underground decise di rilanciare la tradizione di quel festival, riprendendone la spinta innovativa nella proposta di produzioni indipendenti, anteprime e film introvabili, con il nuovo nome di Science plus Fiction.
In collaborazione con la rivista Urania, edita da Mondadori, nel 2002 è stato istituito il premio alla carriera Urania d'Argento, che nel corso delle successive edizioni è stato consegnato a Pupi Avati, Dario Argento, Jimmy Sangster, Lamberto Bava, Enki Bilal, Terry Gilliam e Joe Dante.
Nel 2004, alla sua quinta edizione, Science plus Fiction, ormai divenuto uno degli eventi più affermati in Europa, lanciò una nuova sfida restaurando il simbolo dimenticato della manifestazione a cui si ispira: l'Asteroide, premio storico del ciclo ventennale del “Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste”. Tradizionalmente noto come Asteroide d'Oro, il premio che veniva consegnato al miglior film in concorso era disegnato ogni anno da un artista diverso; se, infatti, il festival aveva saputo portare celebri personaggi e film di spicco nel panorama del cinema sci-fi, altrettanto eccellenti erano i nomi degli artisti che firmavano il premio, dal triestino Nino Perizi a Marcello Mascherini.
Nonostante il passare degli anni, il festival, che nel 2007 ha assunto la sua dicitura moderna di Science+Fiction, non ha perso il suo smalto e ha saputo aggiornarsi presentando un ampio ventaglio di appuntamenti ad un pubblico sempre più vasto. Non solo cinema, quindi, ma anche eventi collaterali sui temi correlati alla fantascienza hanno riempito – e riempiono ancora oggi – i programmi delle edizioni: tavole rotonde, convegni scientifici, concerti e performance teatrali, esposizioni d'arte e incontri letterari.
Dal 2005 Science+Fiction fa parte della European Fantastic Film Festivals Federation (www.melies.org), network che riunisce le principali manifestazioni del settore nella prospettiva di promuovere ai massimi livelli la produzione cinematografica europea di genere; l'ingresso nella federazione ha significato per il festival giuliano un'importante conferma della dimensione autenticamente internazionale raggiunta nel corso dei primi cinque anni di attività.
Il programma cinematografico ha sempre offerto proposte diverse che potessero
accontentare appassionati e neofiti dei generi science-fiction, horror e fantasy
e nel corso degli anni si sono andate delineando via via nuove sezioni: Brit
Invaders! – dedicata alla fantascienza britannica – Marx Attacks! –
con una visione allargata alle produzioni sovietiche – FantaEspaña –
la produzione spagnola – Asteroids – una selezione delle migliori
chicche dal passato – European Fantastic Shorts e Spazio
Italia – i cortometraggi da tutta Europa – Voyage Fantastique –
un viaggio all'interno della fantascienza francese – e molte altre, oltre alla
sezione ufficiale Neon che comprende le ultime novità e le
anteprime in concorso (premio Asteroide) e fuori concorso. E quest'anno si
aggiunge alla lista Fant'America – un omaggio ad Edgar Allan
Poe, a duecento anni dalla sua nascita.
Oggi Science+Fiction è una kermesse di grande richiamo per
i più giovani senza, però, dimenticare il suo pubblico più adulto, contando
circa 11.000 presenze totali all'anno. Un ultimo sguardo va dedicato ad alcuni
degli ospiti che S+F ha saputo portare in città: Valerio Evangelisti,
Christiane Kubrik, Alfredo Castelli, Moebius, John Philip Law, Antonio Margheriti,
Eugenio Martin, John Landis, Carlo Rambaldi, Stefania Rocca, Isabella Santacroce,
Ian Watson, Brian Yuzna, Marc Caro, Terry Gilliam e Joe Dante, entrambi a Trieste
per ritirare il premio alla carriera.